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Protesi di ginocchio

Protesi di ginocchio

Protesi di ginocchio

La protesi di ginocchio (o artroprotesi ) è l’unica terapia risolutiva in caso di degenerazione avanzata dell’articolazione.

Consiste nella sostituzione chirurgica delle superfici articolari del femore e della tibia con componenti artificiali che riproducano il più fedelmente possibile tutti i movimenti dell’articolazione.

Prevede quindi l’eliminazione delle cartilagini e dell’osso subcondrale consumati sulle superfici articolari del femore e della tibia con tecniche di preparazione dell’osso che ospiteranno le componenti, ed il posizionamento delle componenti femorale e tibiale sulle due parti in modo che vadano a “rivestire” la vecchia articolazione. L’inserimento dell’inserto tibiale rende congruenti le due superfici, permettendo il movimento della nuova articolazione.

La protesi totale è composta da:

  • componente femorale , che sostituisce la superficie articolare del femore; viene inserita a diretto contatto con l’osso dopo la rimozione della cartilagine artrosica, riproduce la forma anatomica dei condili femorali.
  • componente tibiale , che sostituisce la superficie articolare del piatto tibiale; viene fissata alla tibia dopo la rimozione della cartilagine articolare.
  • inserto tibiale fisso o mobile, che viene appoggiato alla componente tibiale e, congruente ai condili femorali, articola con la componente femorale.
  • componente rotulea, che si applica alla superficie articolare della rotula dopo la rimozione della cartilagine articolare (non sempre viene sostituita la superficie articolare della rotula).

La protesi totale di ginocchio si differenzia in tre tipologie:

  • CEMENTATA : nei casi in cui la qualità ossea dei pazienti (over 70 anni, affetti da artrite reumatoide o con gravi osteoporosi) non è buona, è preferibile impiantare una protesi totale cementata . In questa tipologia di protesi entrambe le componenti, femorale e tibiale, vengono cementate. Il cemento osseo è composto da metacrilato medicale che tramite una reazione esotermica fissa in maniera definitiva l’osso alla protesi.
  • NON CEMENTATA : (a “press fit”) utilizzata in casi in cui il paziente abbia una buona qualità ossea. A differenza dalle protesi cementate le componenti vengono ancorate all’osso a press-fit (a pressione). Tale ancoraggio è garantito dal rivestimento rugoso interno della protesi che garantisce un grip iniziale ed una successiva osteointegrazione.
  • IBRIDA : in questo caso una delle due componenti, tibiale o femorale, viene cementata mentre l’altra viene ancorata con fissaggio “press-fit” (solitamente la tibia è la parte cementata e il femore a press fit)

All’interno delle tre principali suddivisioni di protesi, si distinguono:

 

1) PROTESI DI GINOCCHIO MONOCOMPARTIMENTALE

La sostituzione protesica monocompartimentale rappresenta una valida alternativa chirurgica nel trattamento del sovraccarico mediale o laterale o femoro-rotuelo del ginocchio.

E’ indicata nelle lesioni focali, monocompartimentali in soggetti ancora attivi fisicamente senza gravi alterazioni dell’asse meccanico dell’arto.

Una delle problematiche più importanti legate a questo tipo di intervento è rappresentata dalla corretta indicazione all’impianto (età e peso, livello di attività) e di ordine locale, più strettamente connessi alle condizioni dell’articolazione da trattare.

 

2) PROTESI DI GINOCCHIO A CONSERVAZIONE DEL CROCIATO

In questa tipologia di protesi non viene sacrificato il legamento crociato posteriore (LCP) , di conseguenza presenta il vantaggio di un maggior risparmio osseo e un minor risparmio ematico (meno sangue).

Ha però meno flessione (è più rigida) ed è più difficile da bilanciare (equilibrio con le strutture muscolo-scheletriche già esistenti nelle articolazioni), per questi motivi, ad eccezione di casi particolari, la conservazione del LCP è sconsigliata e poco utilizzata nella protesizzazione del ginocchio.

3) PROTESI DI GINOCCHIO POSTERO STABILIZZATA A SACRIFICIO DEL LEGAMENTO CROCIATO POSTERIORE (LCP)

Questa tipologia di protesi ha il vantaggio di facilitare il bilanciamento ed avere una grande flessione. Lo svantaggio invece è rappresentato dalla maggior resezione ossea e quindi da una perdita maggiore di osso.

La protesi a sacrificio del Legamento Crociato Posteriore si suddivide in:

- Ultracongruente : limita al massimo la resezione ossea e la stabilità della protesi in flessione; è affidata ad una maggior superficie di contatto tra inserto tibiale a femore;

- con Camma : garantisce un roll-back (flessione) maggiore del femore sulla tibia (maggior flessione), la stabilità in antero-posteriore non è affidata ad una superficie ultracongruente ma ad una camma meccanica.

Queste prime 3 tipologie di protesi possono essere utilizzate con un piatto fisso o mobile a seconda della indicazione descritta dal chirurgo

 

4) PROTESI DI GINOCCHIO ANALLERGICA

Questa tipologia di protesi viene utilizzata nei pazienti allergici ai metalli. Presenta un rivestimento in nitruro di zirconio o nitruro di titanio. Tali protesi sono riconoscibili dalla colorazione dorata.

 

5) PROTESI DI GINOCCHIO BIOLOGICA

La sfida più difficile che da anni stanno portando avanti medici, ricercatori ed ingegneri, è senza dubbio quella di poter sostituire il tessuto cartilagineo usurato dall'invecchiamento o da eventi traumatici, con materiali non più inerti (metalli per le protesi tradizionali) ma con veri e propri tessuti definiti " bio-mimetici " in grado, in pazienti con determinate caratteristiche, di rigenerare un tessuto malato.

Tale metodologia prevede la sostituzione dell’area artrosica dell’articolazione con un materiale bioattivo e non più metallico ed inerte. Tale sostituzione biologica sostituisce l’intervento di protesi standard solo in selezionati casi: pazienti dai 18 ai 60 anni senza gravi alterazioni dell’asse meccanico dell’arto malato, in grado di compiere un adeguato percorso riabilitativo .

Tratto da: sanitafacile.it